H Company

Lavoro

Quello che ti hanno promesso al colloquio non è quello che c'è nel contratto

Stipendio e giorni da remoto si decidono parlando; il contratto arriva dopo. Cosa obbligano a mettere per iscritto tredici paesi e cosa si può fare quando la carta non coincide con la promessa.

Le condizioni si decidono al colloquio.

«Sulla cifra che chiede possiamo starci, e due giorni da remoto non sono un problema.»

Inizi, e arriva il contratto. Lo stipendio è quello. Del lavoro da remoto non c’è una riga. Quando lo fai notare, la risposta è questa:

«Quello dipendeva da come si metteva il team.»

Le condizioni si decidono parlando. Il contratto arriva quando hai già iniziato.

Cosa obbligano a mettere per iscritto tredici paesi

Paese Serve la forma scritta? Entro quando
Italia Sì, informazioni essenziali per iscritto Prima dell’inizio della prestazione (il resto entro 7 giorni)
Spagna Sì, informazione scritta sugli elementi essenziali Prima dell’inizio del rapporto (dal 5 ottobre 2026)
Regno Unito Sì, per ogni dipendente e worker Entro il primo giorno di lavoro
Stati Uniti Nessun obbligo federale. California e New York impongono un avviso scritto sulla retribuzione All’assunzione
Canada (Ontario) No. Il contratto verbale è valido —
Australia No. Va consegnata la Fair Work Information Statement All’inizio del rapporto
Nuova Zelanda Sì. L’accordo individuale deve essere scritto Prima dell’inizio del lavoro
India Sì. Lettera di nomina obbligatoria (in vigore da novembre 2025) All’assunzione
Corea del Sud Retribuzione, orario, riposo settimanale e ferie per iscritto Alla stipula del contratto
Giappone Obbligo di indicare le condizioni; le principali per iscritto Alla stipula del contratto
Messico Sì, per iscritto in due copie Quando si concordano le condizioni
Cile Sì Entro 15 giorni dall’assunzione (5 per i contratti brevi)
Argentina No, libertà di forma. I contratti a termine per iscritto —

Sono i paesi che abbiamo verificato. Irlanda, Germania, Francia e Brasile restano fuori. Negli Stati Uniti la materia è statale, in Canada e Australia provinciale o statale, quindi abbiamo scelto giurisdizioni rappresentative.

I termini cambiano parecchio. Quello che nessun sistema richiede è una traccia di ciò che è stato detto al colloquio.

In Italia le informazioni arrivano prima di iniziare

Il d.lgs. 104/2022, che recepisce la direttiva UE 2019/1152 sulle condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili, prevede che le informazioni siano consegnate al momento della costituzione del rapporto e prima dell’inizio della prestazione, con la consegna del contratto di lavoro scritto o di copia della comunicazione di instaurazione del rapporto. Tutte le altre informazioni obbligatorie vanno fornite per iscritto, su carta o in formato elettronico, entro sette giorni dall’inizio del lavoro, con una proroga a trenta giorni per alcune di esse.

La sanzione per la mancata informazione va da 250 a 1.500 euro per ciascun lavoratore interessato. L’art. 13 aggiunge una sanzione da 5.000 a 10.000 euro per i comportamenti ritorsivi verso chi fa valere questi diritti.

La Spagna ha recepito la stessa direttiva con un regio decreto pubblicato il 15 settembre 2026 e in vigore dal 5 ottobre 2026: l’informazione generale va fornita prima dell’inizio del rapporto e comprende, tra le novità, l’uso di sistemi algoritmici o automatizzati per decisioni che incidono sulle condizioni di lavoro.

Paesi che impongono lo scritto e paesi che non chiedono nulla

La Nuova Zelanda è il più rigido tra quelli verificati: l’accordo individuale di lavoro deve essere scritto e il datore deve conservarne copia firmata (Employment Relations Act 2000, sezione 65). Un ispettore del lavoro può emettere una contestazione e l’autorità competente può irrogare una sanzione.

Il Regno Unito impone la consegna del prospetto scritto delle condizioni entro il primo giorno di lavoro a dipendenti e worker (Employment Rights Act 1996, sezione 1, dal 6 aprile 2020). Non è però una domanda autonoma: se un’altra domanda viene accolta, il tribunale deve aggiungere due settimane di retribuzione, o quattro se lo ritiene giusto ed equo (Employment Act 2002, sezione 38).

L’India ha reso obbligatoria la lettera di nomina con il codice su salute e sicurezza del 2020, e i codici del lavoro sono in vigore dal 21 novembre 2025.

Al contrario, Australia, Ontario e la maggior parte degli Stati americani non richiedono un contratto scritto. In Australia un accordo verbale seguito da lavoro e retribuzione è già un contratto vincolante, e ciò che va consegnato è la Fair Work Information Statement all’inizio del rapporto. Negli Stati Uniti vale il rapporto at will, con obblighi specifici di avviso sulla retribuzione in California (Labor Code 2810.5) e a New York (Labor Law 195.1).

Due paesi che controllano l’annuncio di lavoro

La Corea del Sud vieta di cambiare il patto dopo. Dopo l’assunzione il datore non può modificare in senso sfavorevole, senza giustificato motivo, le condizioni di lavoro indicate nell’annuncio, a pena di una sanzione amministrativa fino a cinque milioni di won. La legge si applica alle unità con almeno 30 dipendenti.

L’Ontario interviene sulla retribuzione indicata: dal 1° gennaio 2026 le aziende con almeno 25 dipendenti devono indicare negli annunci pubblici la retribuzione attesa o una forbice, che non può superare i 50.000 dollari l’anno di ampiezza; sono esclusi gli annunci sopra i 200.000 dollari.

Se non è scritto, chi deve provarlo

Nella maggior parte dei paesi è chi lavora a dover provare il patto verbale diverso da quanto scritto, e un colloquio non lascia nulla.

In Cile vale il contrario. Il datore deve redigere il contratto per iscritto entro 15 giorni dall’assunzione (5 per i contratti per opera o di durata inferiore a 30 giorni). Se non lo fa, si presume per legge che siano clausole del contratto quelle dichiarate dal lavoratore (Codice del lavoro, articolo 9), oltre a una multa da una a cinque unità tributarie mensili.

Il Messico impone lo scritto in due copie (Ley Federal del Trabajo, articoli 24 e 25) e stabilisce che la sua mancanza non priva il lavoratore dei diritti derivanti dalle norme del lavoro, perché quella mancanza di formalità è imputata al datore (articolo 26). L’Argentina parte dalla libertà di forma (Ley de Contrato de Trabajo, articolo 48), con forma scritta per i contratti a termine (articolo 90).

Cosa si può fare quando la carta non coincide

Corea del Sud e Giappone hanno lo stesso meccanismo: se le condizioni indicate non corrispondono alla realtà, chi lavora può risolvere immediatamente il contratto — in Corea anche chiedendo il risarcimento, con istanza alla Commissione per le relazioni di lavoro — e chi si è trasferito per il lavoro ha diritto a farsi pagare dal datore il viaggio di ritorno (in Giappone se rientra entro 14 giorni dalla risoluzione).

Negli Stati Uniti la strada è il promissory estoppel: anche in un rapporto at will, una promessa chiara, un affidamento ragionevole e un danno concreto — aver lasciato un altro lavoro, aver rifiutato un’altra offerta, essersi trasferiti — possono fondare una pretesa. A fare la differenza sono di solito le email che mostrano che l’azienda sapeva del tuo affidamento.

Tutte queste strade dipendono dalla stessa cosa: poter mostrare che cosa ti è stato detto.

Dopo il colloquio

Salva l’annuncio. Gli annunci spariscono quando la posizione viene coperta. Uno screenshot del giorno in cui hai risposto è quello che si mostra quando qualcuno dice che quelle condizioni non sono mai state offerte.

Manda un messaggio lo stesso giorno. «Confermo quanto ci siamo detti: X euro lordi, due giorni da remoto, inizio il 3. Resto in attesa di vederlo nel contratto.» Anche senza risposta, resta traccia di come l’offerta è stata intesa quando è stata fatta.

Se è stato tutto a voce, resta la registrazione. Colloqui e telefonate di offerta non lasciano nulla di scritto. Per la Cassazione la registrazione fatta da chi partecipa alla conversazione non è un’intercettazione (registrare sì, diffondere no). Il problema pratico è che un candidato non può certo chiedere «le dispiace se registro?».

TalkSafe è un registratore vocale per Android che inizia a registrare quando sente una parola scelta in anticipo. La parola viene riconosciuta chiunque la pronunci, quindi si possono scegliere quelle che ricorrono quando si parla di condizioni. Funziona a schermo bloccato e salva i 30 secondi precedenti all’avvio, così il momento in cui esce la cifra non è la parte che manca.

Perché contano l’originale e i primi secondi quando una registrazione viene usata come prova è spiegato in hai la registrazione e non riesci comunque a usarla. Il problema generale dell’accordo a voce contro quello scritto è in nel contratto non c’è, lo avete deciso in riunione.

In sintesi

  • Quanto concordato al colloquio può valere, ma se lo scritto dice altro tocca a chi lavora provarlo.
  • In Italia le informazioni essenziali vanno consegnate per iscritto prima dell’inizio della prestazione, il resto entro sette giorni, con sanzione da 250 a 1.500 euro per lavoratore.
  • In Cile, senza contratto scritto entro 15 giorni si presume quanto dichiara il lavoratore; in Messico la mancanza dello scritto è imputata al datore.
  • Nuova Zelanda, Regno Unito, Spagna e India impongono un documento; Australia, Ontario e gran parte degli Stati Uniti no.
  • Salva l’annuncio, conferma per messaggio lo stesso giorno e, dove è lecito, registra la conversazione a cui partecipi.

Questo articolo è informazione generale e non costituisce consulenza legale. Per il tuo caso rivolgiti a un avvocato.

Quello che mi hanno promesso a voce al colloquio vale?

Il contratto di lavoro può nascere anche a voce, quindi quanto concordato al colloquio può farne parte. Il problema è la prova: se il contratto scritto dice altro, è chi lavora a dover dimostrare che quel patto c'è stato. Per questo conviene confermare per email, lo stesso giorno, quello che è stato detto.

Il datore di lavoro deve consegnarmi le condizioni per iscritto?

In Italia sì. Il d.lgs. 104/2022, che recepisce la direttiva UE 2019/1152, impone di consegnare per iscritto le informazioni essenziali sul rapporto di lavoro prima dell'inizio della prestazione, con il contratto di lavoro o copia della comunicazione di instaurazione del rapporto; le altre informazioni obbligatorie vanno fornite entro sette giorni dall'inizio del lavoro.

Cosa succede se l'azienda non consegna quelle informazioni?

È prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore interessato. L'art. 13 del d.lgs. 104/2022 prevede inoltre una sanzione da 5.000 a 10.000 euro per il datore che adotti comportamenti ritorsivi verso chi ha presentato reclamo o promosso un procedimento per far valere i diritti riconosciuti dal decreto.

In tutti i paesi serve un contratto scritto?

No. La Nuova Zelanda impone che l'accordo individuale di lavoro sia per iscritto e che il datore ne conservi copia firmata (Employment Relations Act 2000, sezione 65), e il Regno Unito impone la consegna del prospetto scritto entro il primo giorno di lavoro. Australia e Ontario, invece, non richiedono alcun contratto scritto: un accordo verbale seguito da lavoro e retribuzione è già un contratto.

Se non c'è nulla di scritto, chi deve provare le condizioni?

Nella maggior parte dei paesi è chi lavora a dover provare il patto verbale diverso da quanto scritto. In Cile vale il contrario: se il datore non redige il contratto per iscritto entro 15 giorni dall'assunzione, si presume per legge che siano clausole del contratto quelle dichiarate dal lavoratore. In Messico la mancanza dello scritto non priva il lavoratore dei suoi diritti e viene imputata al datore.

L'azienda può cambiare quello che c'era scritto nell'annuncio?

In Corea del Sud è vietato: dopo l'assunzione il datore non può modificare in senso sfavorevole, senza giustificato motivo, le condizioni indicate nell'annuncio, a pena di sanzione amministrativa. In Ontario, dal 1° gennaio 2026 le aziende con almeno 25 dipendenti devono indicare negli annunci la retribuzione attesa o una forbice, con una differenza massima di 50.000 dollari.

Posso registrare un colloquio di lavoro?

Secondo l'orientamento consolidato della Cassazione, la registrazione effettuata da chi partecipa alla conversazione non costituisce intercettazione e non richiede autorizzazione. Diffondere la registrazione è un'altra questione e può violare la riservatezza.