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Incidenti

Se non lo dimostri, la legge divide la colpa a metà

L'articolo 2054 presume che entrambi i conducenti abbiano concorso ugualmente. A ribaltare quella presunzione è un foglio che si compila in cinque minuti sul ciglio della strada.

Dopo l’urto scendono in due dall’auto. E quasi sempre, nei primi secondi, viene detta la frase che conterà di più.

Non ti avevo visto. Ero di fretta. Sei uscito all’improvviso.

Poi si compila un foglio, si scambiano i documenti, si va via. E in quel foglio quella frase non c’è.

L'articolo 2054 non lascia spazi vuoti: se non si prova come è andata, la colpa è di entrambi in parti uguali.

La regola di base è la metà

Questo è il punto di partenza, ed è più severo di quanto la maggior parte delle persone immagini.

L’articolo 2054 comma 2 del codice civile stabilisce che nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

Non è una regola residuale che interviene nei casi disperati. È il punto di partenza. Chi non dimostra niente, prende il cinquanta per cento.

La presunzione è relativa, non assoluta: l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti, unito alla regolare condotta di guida dell’altro, libera quest’ultimo dalla responsabilità concorrente. Ma il verbo è accertare. Serve la prova.

E la prova, in un tamponamento di periferia senza testimoni e senza pattuglia, è esattamente quello che manca.

Il modulo blu vale più di quanto sembri

Qui sta la seconda cosa che quasi nessuno sa mentre la compila di fretta appoggiandosi al cofano.

La constatazione amichevole firmata da entrambi i conducenti non ha valore di piena prova, ma genera una presunzione iuris tantum che opera nei confronti dell’assicuratore. È l’assicurazione a doversi fare carico della prova contraria — a dover dimostrare che i fatti si sono svolti con modalità diverse e incompatibili con quelle indicate nel modulo. Il riferimento è all’articolo 143 comma 2 del Codice delle Assicurazioni Private.

Tradotto: quel foglio sposta l’onere della prova dall’altra parte.

C’è anche un effetto pratico immediato. Se il modulo è firmato da tutti i soggetti coinvolti, si apre il risarcimento diretto: l’offerta arriva dalla propria compagnia entro trenta giorni dal sinistro, non da quella della controparte.

Quindi il modulo conviene. Il problema è un altro.

Quello che nel modulo non entra

La constatazione ha caselle per la data, il luogo, i veicoli, i danni visibili, la posizione al momento dell’urto, lo schizzo. Ha una casella per le circostanze, da barrare fra opzioni prestampate.

Non ha una casella per quello che vi siete detti.

Ed è un problema, perché la parte più utile della ricostruzione spesso è proprio lì. Non ti avevo visto è una descrizione della dinamica molto più precisa di qualunque crocetta. Ma resta un suono nell’aria di quel pomeriggio.

Succede poi una cosa prevedibile: la versione cambia. Non necessariamente in malafede — a distanza di giorni, dopo aver parlato con l’assicurazione o con un parente, il ricordo si riorganizza in una forma più favorevole. E a quel punto si torna al cinquanta per cento.

Scusarsi non è ammettere

È la preoccupazione più diffusa: ho detto mi dispiace, mi sono rovinato.

No. Scusarsi e ammettere una responsabilità non sono la stessa cosa. La colpa si accerta sulla base della dinamica del sinistro e delle regole di circolazione, non di una frase di cortesia detta a un finestrino.

Resta prudente non dichiarare come vero un fatto di cui non si è certi, perché quella frase può essere richiamata dalla controparte. Chiedere ti sei fatto male? e dire è tutta colpa mia sono due cose diverse.

E vale anche al contrario, che è il motivo per cui questo articolo esiste: se è l’altro a dire di non averti visto, quella frase merita di essere conservata.

Se l’altro non firma

Capita, ed è il caso peggiore.

Si può compilare il modulo per la propria parte e firmarlo da soli, ma senza la doppia firma non si genera quella presunzione. Si torna al punto di partenza dell’articolo 2054.

In quel caso serve costruire la prova altrove: chiamare le forze dell’ordine perché redigano un verbale, raccogliere i dati dei testimoni prima che se ne vadano, fotografare posizioni e segnaletica prima di spostare i veicoli.

E conservare quello che l’altro ha detto prima di decidere di non firmare. Spesso è nei primi trenta secondi che ha ammesso la dinamica che poi si rifiuta di mettere per iscritto.

I secondi che nessuno riesce a registrare

Il momento è quello meno adatto a prepararsi.

Hai appena preso un colpo, il cuore va veloce, devi spostare l’auto, e intanto l’altro si sta avvicinando. Nessuno in quello stato tira fuori il telefono, apre un’app e preme un pulsante. E la frase che conta arriva nei primi dieci secondi. È la struttura di cui parliamo in Quando premi registra, è già tardi, portata al suo caso estremo.

TalkSafe serve a colmare quello scarto. Si sceglie una parola in anticipo e la registrazione parte quando quella parola viene pronunciata. Funziona a schermo bloccato. All’avvio salva anche i 30 secondi precedenti, quindi resta nel file anche ciò che è stato detto prima che tu te ne accorgessi.

Le parole chiave non sono legate a chi parla: puoi impostare quello che dirà l’altro conducente. Sulla strada, frasi come non ti ho visto, tutto bene, assicurazione sono quelle che vengono pronunciate davvero.

Come conservare il file, come tenere solo la parte utile e dove depositarlo è in Cosa fare con una registrazione.

In sintesi

Nel sinistro stradale il margine di manovra del singolo è stretto. La regola di default è la metà, e per uscirne serve prova.

Quindi sul posto le cose utili sono tre.

Compilare e far firmare la constatazione. Sposta l’onere della prova sull’assicurazione e apre il risarcimento diretto a trenta giorni.

Documentare prima di spostare i veicoli. Posizioni, segnaletica, danni, testimoni.

Conservare quello che è stato detto. È l’unica delle tre che non ha un modulo dedicato, ed è quella che di solito manca.

Non serve a incastrare nessuno. Funziona nelle due direzioni: protegge anche te dall’essere accusato di aver ammesso qualcosa che non hai detto.

Informazioni di carattere generale, non consulenza legale. Per il caso concreto rivolgersi a un avvocato, al proprio assicuratore o a un perito.

Se non si riesce a stabilire di chi è la colpa, cosa succede?

L'articolo 2054 comma 2 del codice civile stabilisce che nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. In assenza di prova, quindi, la responsabilità si divide a metà.

Quella presunzione si può superare?

Sì, è una presunzione relativa e non assoluta. L'accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti e della regolare condotta di guida dell'altro libera quest'ultimo dalla presunzione di concorrente responsabilità. Serve però la prova, ed è quella che manca quasi sempre.

Che valore ha la constatazione amichevole firmata da entrambi?

Non ha valore di piena prova, ma genera una presunzione iuris tantum che opera nei confronti dell'assicuratore, sul quale grava l'onere di fornire la prova contraria che i fatti si sono svolti con modalità diverse e incompatibili con quelle indicate nel modulo. Il riferimento è all'articolo 143 comma 2 del Codice delle Assicurazioni Private.

Cosa cambia se il modulo è firmato da tutti i soggetti coinvolti?

Si apre la procedura di risarcimento diretto: l'offerta di risarcimento viene formulata dalla propria compagnia entro trenta giorni dal sinistro, anziché da quella della controparte.

L'altro conducente si rifiuta di firmare. Cosa faccio?

Si può compilare il modulo per la propria parte e firmarlo da soli, ma senza la doppia firma non si genera quella presunzione. In quel caso conviene chiamare le forze dell'ordine perché redigano un verbale, raccogliere i dati di eventuali testimoni e documentare la scena.

Dire mi dispiace sul posto significa ammettere la colpa?

Scusarsi e ammettere una responsabilità non sono la stessa cosa: la colpa si accerta sulla base delle dinamiche del sinistro e delle regole di circolazione. Resta però prudente non dichiarare come vero un fatto di cui non si è certi, perché quella frase può poi essere richiamata dalla controparte.

Posso registrare la conversazione con l'altro conducente?

Registrare una conversazione a cui si partecipa è lecito e la registrazione ha valore di prova documentale. Sul luogo di un incidente è spesso l'unico modo per conservare quello che è stato detto, perché nessun modulo prevede uno spazio per questo.